Prevenzione

Screening gratuiti con l’Inps

Oncologi, una risonanza magnetica

L’Inps lancia quella che probabilmente è la più imponete campagna di prevenzione mai realizzata nella storia dell’Istituto. Un’iniziativa per la salute, che di certo sarà determinante nel recuperare il terreno perso dalla Sanità pubblica a causa del Covid. Con la pubblicazione del bando vengono fissati infatti contributi a copertura totale dei costi per gli screening che serviranno a prevenire o a diagnosticare in una fase precoce le malattie oncologiche. Chiariamolo subito, quella messa in campo dall’Inps non è tecnicamente “una campagna strutturata di screening”, va considerato più come un forte incentivo agli utenti (vista la copertura totale dei costi) a prendersi cura della propria salute attraverso la prevenzione, ma anche grazie ad esami di diagnostica. Chi aderirà (la platea è quella degli iscritti al Fondo Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, sia in servizio che in quiescenza) potrà sottoporsi alle visite presso le strutture convenzionate. L’Inps ha già realizzato un avviso di convenzionamento aperto a tutte le strutture sanitarie interessate ad aderire al progetto. E un importante lavoro di sensibilizzazione è stato fatto anche con le associazioni di categoria, per garantire la massima capillarità del servizio su tutto il territorio. Aspetto non meno interessante è quello che riguarda la possibilità per gli utenti di poter richiedere al proprio laboratorio di fiducia di convenzionarsi con l’Istituito attraverso una semplice iscrizione online, così da avere la copertura economica senza dover cambiare la struttura alla quale ci si rivolge abitualmente.

COME FARE

Guardando agli aspetti pratici, è bene sottolineare che la platea dei destinatari di questo imponente sforzo per la prevenzione è stata ampliata rispetto alle previsioni iniziali, si guarda infatti ai nati tra il 1° gennaio 1956 e il 31 dicembre 1991, una forchetta che abbraccia donne e uomini dai 30 ai 65 anni. Il programma non prevede limiti per fasce di reddito, le domande degli iscritti saranno infatti accolte a prescindere dalla propria dichiarazione e senza un limite di adesioni. Estremamente semplice anche l’iter di presentazione della domanda: basterà inoltrare (entro il 30 novembre 2021) una semplice manifestazione di volontà. Se idonee, le domande saranno definite in ordine cronologico di presentazione, chiaramente fino all’esaurimento delle risorse stanziate a bilancio. Tantissime le prestazioni offerte, ad esempio, il nuovo servizio prevede il voucher di copertura totale dei costi dello screening per tumori della pelle, visite dermatologiche, dermatoscopie. Ma anche, tumori dell’apparato genitale maschile, visite urologiche, ecografie pelviche sovrapubiche, Psa, Psa libero; o ancora, tumori dell’apparato genitale femminile, visite ginecologiche, ecografie pelviche sovrapubiche e Pap Test.

MEDICI DI FAMIGLIA

Un ventaglio di prestazioni che copre la maggior parte, se non tutte, le principali aree ad alto rischio per età e appartenenza di genere. Basti pensare che per il tumore del testicolo, che sulla carta non sarebbe tra i più diffusi, nel 2020 sono state fatte circa 2.300 nuove diagnosi, soprattutto tra i più giovani. Per questo tumorte, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 91 per cento circa, ma prima si interviene, maggiore è la possibilità di vincere la battaglia. I trattamenti multidisciplinari offerti dai centri di alta specialità permettono oggi di raggiungere tassi di guarigione molto elevati: del 99 per cento se la malattia viene scoperta in fase iniziale. Un ruolo importante, nella richiesta delle prestazioni, lo potranno svolgere i medici di famiglia. Anche se l’accesso avviene su richiesta autonoma, il medico curante può essere di grande aiuto rispetto alla tipologia di screening maggiormente consigliata in relazione all’età e all’eventuale familiarità con le patologie oggetto di diagnosi. Infine, piccola curiosità, l’Istituto provvederà anche ad una raccolta statistica dei dati in collaborazione con un polo universitario pubblico di ricerca, e i dati saranno a disposizione del Servizio sanitario nazionale che, in questo modo, porta conoscere ancora meglio lo stato di salute degli Italiani.

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