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Colesterolo, un nuovo medicinale cambierà tutto

Colesterolo
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Un vaccino anti infarto che agisce sul colesterolo è la nuova frontiera della medicina, in corso di sperimentazione proprio in questi giorni in diversi centri di tutto il mondo. In Italia questa ricerca vede protagonista il Centro cardiologico Monzino di Milano e altri 5 centri accreditati, ma è facile prevedere che il numero delle strutture coinvolte aumenterà nei prossimi mesi. Ai pazienti verrà somministrato un farmaco innovativo che potrebbe salvare la vita di moltissime persone. Insomma, una sperimentazione molto ampia, che parte da un progetto internazionale conosciuto come Victorion-2P. Il nuovo preparato di Novartis sarà somministrato due volte all’anno a circa 10 mila pazienti in tutto il mondo. Chiaramente, un farmaco simile, se lo studio dovesse confermare i postulati di partenza, costituirebbe una svolta epocale per la medicina.

SILENZIAMENTO GENICO

Ma come funziona questo nuovo “vaccino”? Si tratta di un medicinale che attacca il colesterolo “cattivo” e che agisce tramite una tecnica che si definisce di silenziamento genico. Semplificando non poco, le molecole prendono di mira una sequenza di mRna, o Rna messaggero, delle cellule epatiche e con serie di effetti a cascata riducono in maniera importante i valori di colesterolo. Questo consente di controllare l’aumento del colesterolo Ldl-C, determinante nello sviluppo e nella progressione delle malattie cardiovascolari e aterosclerotiche. Non ha particolari effetti collaterali, specie se paragonato alle statine ad alte dosi. A differenza delle terapie per il colesterolo alto, questo farmaco ha il grande vantaggio di essere somministrato in ambulatorio e solo due volte in 12 mesi, liberando i pazienti dall’impegno quotidiano dell’assunzione di pastiglie. Non è un caso che la ricerca, in questa prima fase, si focalizza su pazienti che hanno già avuto ictus o infarto e che, nonostante l’uso di farmaci, non riescono a tenere a bada il colesterolo cattivo. Pazienti refrattari alle terapie, insomma. In questo senso, il nuovo  farmaco ha già mostrato di poter abbassare questi livelli fino al 50%. Un risultato straordinario se paragonato ai farmaci attualmente in uso nei pazienti con patologie cerebrovascolari e polivascolari.

NUOVA TECNOLOGIA

Si potrebbe dire che questo nuovo farmaco sia in qualche modo nato grazie ai progressi fatti negli ultimi anni nel campo dei vaccini a m-Rna. Anche questo vaccino contro l’infarto prende spunto da questa tecnologia, anche se di fatto agisce in maniera molto diversa. Non è infatti un vero vaccino, anche se condivide con questa classe di farmaci le modalità di somministrazione. Viene infatti iniettato sottocute, come accade anche con l’eparina, ad esempio, due volte all’anno.

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