Nella centrifuga spaziale, contro l'invecchiamento

Nella centrifuga spaziale, contro l’invecchiamento

 

Due gruppi di ricercatori della Scuola Sant’Anna e dell’Università di Pisa lavoreranno con esperimenti sulle cellule in assenza di gravità e ipergravità. I gruppi si chiamano “Hype” e “PlanOx” e sono stati selezionati dall’Agenzia spaziale europea per condurre esperimenti presso una particolare “centrifuga spaziale” che si trova in Olanda. Si tratta di uno strumento del diametro di 8 metri che permette di ottenere condizioni di gravità superiori a quella terrestre. È installato nel Centro europeo di ricerca spaziale e tecnologica (Estec), che ha sede nel piccolo comune di Noordwijk, nel sud dell’Olanda.

Assenza di gravità vs. ipergravità

I ricercatori pensano che studiare il comportamento delle cellule in assenza di gravità, oppure nel suo contrario, in ipergravità, sia utile per la prevenzione e la cura di malattie legate all’invecchiamento della popolazione e alla sedentarietà sulla Terra. In particolare, la ricerca del gruppo Hype punta a capire cosa succede alle cellule endoteliali umane – quelle che rivestono i nostri vasi sanguigni – quando cambia la forza di gravità. Secondo i ricercatori infatti, le alterazioni funzionali di queste cellule sono collegate a diversi disturbi riportati dagli astronauti al rientro da missioni spaziali: le stesse che si osservano in caso di invecchiamento e prolungata sedentarietà nella popolazione.

Studiarle quindi, “può fornire informazioni preziose sull’organizzazione strutturale e funzionale dei viventi, anche aprendo finestre inattese sul limite fra salute e malattia”, commenta Debora Angeloni, ricercatrice dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatrice del gruppo. “La microgravità però rappresenta soltanto una faccia della medaglia, l’altra è rappresentata dall’ipergravità. Per questo motivo – aggiunge – dopo aver portato un esperimento a bordo della Stazione spaziale internazionale nel 2015, il nostro gruppo di ricerca si è interessato agli effetti dell’ipergravità. Da questi studi ci si aspetta la scoperta di marcatori di infiammazione e degenerazione, utili per prevenire e curare disturbi che accomunano gli astronauti e la popolazione durante l’invecchiamento”.

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