Stress, ansia e paura: per il cervello sono malattie contagiose. Lo studio

Stress, ansia e paura: per il cervello sono malattie contagiose. Lo studio

 

Il cervello umano è predisposto al contagio emotivo, come ha dimostrato la scienza. Le emozioni vengono trasmesse attraverso i cosiddetti neuroni specchio, delle cellule nervose che permettono di entrare in empatia con gli altri e di assorbirne anche i malumori, la negatività, lo stress e la paura. Una ricerca della Harvard University e dell ’Università della California afferma che stare nel campo visivo di qualcuno che sta provando ansia, porta a sentire la stessa sensazione. Esiste una sorta di stress passivo che ha effetti significativi sul sistema nervoso. Il malumore di un collega in ufficio può essere contagioso. C’è una predisposizione umana ad afferrare dei segnali sottili nelle persone vicine con conseguenze enormi. Si colgono spesso indizi non verbali, visivi, e non solo: è stato provato che i sensi dell’olfatto percepiscono l’odore di sudore indotto dalla tensione e addirittura il cervello è in grado di rilevare se si tratta di stress elevato o basso.
Viene definita ansia “di seconda mano” ed è una conseguenza della capacità umana di percepire potenziali minacce nell’ambiente. Alcuni ricercatori ritengono che le emozioni negative sono più facili da catturare, perché nel nostro passato la sintonizzazione con dolore, disgusto e paura era legata alla sopravvivenza. Negli ultimi anni, invece, studi stanno analizzando il contagio emotivo nella dimensione del mondo digitale. In quest’ambito la comunicazione non verbale è assente, ma circolano lo stesso virus emotivi e stati d’animo.
Questa conclusione apparentemente buffa è risultato di uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Plos One ed effettuato sui post divulgati, visionati e condivisi su Facebook.
Dal punto di vista del lavoro, le emozioni positive in azienda sono sono correlate con il maggior raggiungimento degli obiettivi. Le sensazioni piacevoli allargano il pensiero, formano e migliorano i rapporti. In particolare creano un “gruppo”, aumentando la fiducia e migliorano il clima.
Un capo “positivo” ha un effetto energizzante, motivante e stimolante. Ma si è visto anche che è l’autenticità del leader, la capacità di esprimere veramente ciò che sente, compresi dubbi, incertezze, difficoltà, a migliorare il clima emotivo e la resa lavorativa. Creando team produttivi.
La negatività, invece, ostacola la produttività. Critiche, polemiche, proteste, risposte sprezzanti e lamentele, così come chiacchiere senza finalità propositive di un collega, hanno ripercussioni negative su chi ascolta. Stress, tensioni e malumori facilmente infettano tutti, attraverso “virus emotivi” dai risvolti mentali e fisici.

Ogni individuo è emotivamente connesso agli altri, anche in ufficio, benché in molti casi si tende ad alzare muri. Ma saper cogliere gli stati d’animo degli altri non significa per forza esserne travolti, si può, infatti, imparare a gestire la negatività. Diventare coscienti dei meccanismi di contagio può ridurne l’impatto.
Capire qual è il nodo critico di contagio è il primo passo per riuscire a difendersi. Si può anche provare ad invertire la spirale negativa senza farsi agganciare. Un sorriso o un commento costruttivo ad esempio può avere il potere di “cortocircuitare” uno scambio negativo, perché anche gli stati d’animo positivi sono contagiosi. Non si può decidere quali debbano essere gli stati d’animo degli altri, ma si può imparare a gestire le proprie reazioni alla negatività, intervenendo nella dinamica della relazione. Connettersi agli altri senza farsi invadere, prendere le distanze con la negatività, non con la persona e fare pause felici quando è il momento di prendersi cura di sé, perché la stanchezza, e la paura rendono più vulnerabili alla cattura delle emozioni negative circolanti.
Alcune persone sono più inclini di altre a catturare le emozioni altrui, ad orientarsi affettivamente sugli altri. Secondo alcuni studi gli introversi hanno più probabilità di essere colpiti dalle emozioni positive, mentre gli estroversi sono facilmente schiacciati da quelle negative. Ci sono inoltre persone più “contagiose”, in grado di trasmettere emozioni forti e poco permeabili invece agli stati d’animo degli altri e presenze carismatiche che quando riescono a sorridere creano positività e che se hanno uno stato d’animo negativo sono in grado di intossicare e trascinare verso il basso tutti gli altri.

 

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