Spugna in 3D per purificare il sangue

«Così vediamo il cuore come mai prima d’ora»

 

Riuscire a vedere dettagli che sono piccoli come la quinta parte della testa di uno spillo e farlo somministrando al paziente una dose di radiazioni estremamente ridotta. Sono questi i punti di forza di una nuova apparecchiatura diagnostica, un cardioangiografo, entrato in funzione al Centro cuore alta specialità della Clinica Mediterranea di Napoli, che ha recentemente rinnovato la sala di emodinamica.

Il cuore in 3D

Questo cardioangiografo è il fiore all’occhiello della nuova area grazie ad un sistema di «cardioangiografia rotazionale tridimensionale» che in parole povere permette un’immediata e accurata definizione anatomica delle varie strutture del cuore. In pratica il non plus ultra nella cardiologia interventistica. L’angiografo digitale riesce a restituire ai medici immagini di altissima qualità. Si possono vedere con estrema accuratezza dettagli di immagini che sono un quinto di un millimetro. Le immagini tridimensionali del cuore o dell’aorta acquisite con questa tecnologia vengono visualizzate con la massima risoluzione sul monitor in sala operatoria e permettono di posizionare con estrema precisione le protesi cardiache in corso di controllo radiologico ed eventualmente ecocardiografico.

Progresso tecnologico

«Nel corso degli ultimi decenni – spiega il dottor Carlo Briguori, responsabile del Servizio di Emodinamica della Mediterranea – il progresso tecnologico in medicina ha percorso strade con velocità inimmaginabili. La medicina del futuro è certamente una medicina tecnologica. La tecnologia è di grandissimo aiuto nel settore sanitario, perché assiste il medico sia nel percorso diagnostico che nella programmazione terapeutica. In quest’ottica l’innovativo cardioangiografo installato presso il nostro centro rappresenta un chiaro esempio di tecnologia al servizio della qualità della prestazione sanitaria, verrà utilizzato principalmente per la diagnosi ed il trattamento dei pazienti affetti dalla malattia aterosclerotica coronarica (nelle sue diverse espressioni cliniche, dall’angina da sforzo fino all’infarto miocardico acuto) e degli altri distretti arteriosi (arterie carotidi, renali, e degli arti inferiori)».

Studiare il flusso sanguigno

La tecnologia del nuovo cardioangiografo consente di garantire l’ottimizzazione della dose di radiazioni somministrate, grazie a un innovativo software in grado di visualizzare sul monitor in sala e in tempo reale la radiazione che sta raggiungendo in quel momento le varie parti del corpo del paziente. Il cardioangiografo sarà impiegato sia per lo studio dell’anatomia e del flusso sanguigno dell’apparato cardiovascolare e la diagnosi di malformazioni congenite o di patologie acquisite a carico dell’apparato valvolare o del muscolo cardiaco, sia per procedure coronariche complesse. L’alta qualità delle immagini e l’interfaccia del dispositivo permetteranno di effettuare questi interventi con massima sicurezza e precisione.

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