Formiche in pronto soccorso

Formiche in ospedale, nuovo allarme a Napoli

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I carabinieri del Nas di Napoli sono tornati all’ospedale San Giovanni Bosco, quello per intendersi che un mese fa era finito su tutti i giornali e le Tv a causa di un video nel quale si vedeva una donna non autosufficiente invasa di formiche nel suo letto di degenza. Immagini forti che avevano scandalizzato l’Italia intera. Ieri il problema delle formiche si è ripresentato, fortunatamente stavolta senza che un paziente in particolare dovesse pagarne le conseguenze.

Il fatto

Ieri un nuovo allarme. È stato un medico a disporre la temporanea chiusura dell’area chirurgica del pronto soccorso «a causa di un’emergenza formiche». La cosa incredibile è che ad un mese dallo scandalo e dalle bonifiche della Asl, un’area dell’ospedale è stata nuovamente invasa dagli insetti. Il direttore sanitario dell’ospedale San Giovanni Bosco aveva avvisato l’Asl del rischio di nuove “invasioni” di formiche. «Reputo che le condizioni strutturali in cui versa l’ospedale – scriveva il direttore sanitario del San Giovanni Bosco Giuseppe Matarazzo in una nota inviata nei giorni scorsi al direttore generale dell’Asl Napoli 1 Mario Forlenza in cui richiama l’episodio di novembre della donna intubata sommersa dalle formiche – è a forte rischio di episodi analoghi con notevole impatto sugli organi di stampa. Né si può sottacere la vetustà di alcune apparecchiature e la mancanza di altre unitamente ad arredi e suppellettili da sostituire per la loro obsolescenza. La stessa carenza di personale – aggiunge il direttore sanitario – non fa che aggravare i rischi di chi dirige l’ospedale».

Le razioni

La ministra Giulia Grillo (intervenuta ai microfoni della trasmissione radiofonica Rai Un giorno da pecora) dopo aver precisato di non essere al corrente della cosa ha poi lasciato intendere tutto il suo disappunto. «Evidentemente – ha detto – in generale le strutture della Asl Napoli 1 hanno grossi problemi. Noi stiamo facendo tutto quello che possiamo fare come ministero». La chiusura dell’area chirurgica del pronto soccorso sarebbe durata circa un’ora (dalle 12 alle 13 circa), poi la situazione sarebbe tornata nei canoni della normalità. Durissima la reazione di Valeria Ciarambino, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle. «Non c’era bisogno di registrare due episodi di formiche in poche settimane che infestano i reparti dello stesso ospedale, il San Giovanni Bosco, per dedurne che non ci troviamo al cospetto di casi estemporanei. E’ chiaro che si tratta di gravissime carenze igienico-strutturali, che abbiamo evidenziato anche nel corso di una recente ispezione, le cui responsabilità non possono essere in capo ai tre infermieri individuati come capri espiatori e sospesi senza alcuna altra ragione se non quella di scaricare le colpe sull’ultimo anello della catena. Colpe e responsabilità che vanno individuate, piuttosto, nell’incapacità gestionale del direttore generale della Asl Napoli 1 e del direttore sanitario del San Giovanni Bosco, a cui sono in capo le competenze organizzative e l’attività di controllo sull’igiene, sulle carenze strutturali e sui turni del personale. Gli unici a dover essere sanzionati e rimossi dai rispettivi incarichi per non aver avviato alcuna opera di adeguamento strutturale, in ottemperanza a quanto richiesto, nero su bianco, dal dipartimento di Igiene e Prevenzione».

Il caso

Se lo scandalo era nato dalle condizioni pietose della paziente trovata nel suo letto invasa dalle formiche, oggi rattrista vedere che la situazione è ancora pesante e che quella stessa donna sta tutt’altro che bene. «È una situazione incredibile – dice il suo avvocato Hilarry Sedu – cui nessuno pare voler mettere mano; quando scoppiò il caso formiche sembrava dovesse cambiare qualcosa, ma purtroppo la situazione è solo peggiorata. Ho anche chiesto alla direzione di trasferirla in un centro di lunga degenza, ma per ora hanno sempre risposto picche». Intanto il legale chiederà il risarcimento danni al giudice civile, mentre sul fronte penale la figlia della donna ha preferito non presentare denuncia.

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