Punture estive, ecco come fare

Punture estive? Ecco come risolvere il problema

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Chi più che meno siamo ormai tutti pronti alle vacanze estive; qualcuno è già partito, altri partiranno a breve.  Per tutti può essere utile sapere cosa fare in caso incontri ravvicinati con insetti, vipere e meduse. Ecco perché vi proponiamo un piccolo vademecum stilato dal Direttore del Centro Antiveleni dell’Ospedale Niguarda di Milano.

VESPE, API E CALABRONI

Quando si trascorre molto tempo all’aria aperta, soprattutto se in collina o in montagna, il rischio di essere punti da imenotteri (vespe, api o calabroni) è alto. In questo caso il rischio è duplice:  ci sono le reazioni cutanee localizzate, che si possono trattare con del ghiaccio (mai direttamente sulla cute) ed eventualmente con cortisone e antistaminici. E poi (più di rado e spesso in soggetti predisposti) ci possono essere reazioni sistemiche che comprendono orticaria, gonfiori sottocutanei, difficoltà respiratoria da edema laringeo, vomito e diarrea, fino al quadro più grave, lo shock anafilattico, caratterizzato da un improvviso calo della pressione arteriosa con perdita di coscienza. Tali reazioni possono essere estremamente severe e persino fatali. La domanda a questo punto è: in caso di puntura a cosa prestare attenzione? Se dopo essere stati punti da un’ape, da un calabrone o da una vespa, oltre al dolore e alla reazione locale, subentrano sintomi come un intenso malessere generale, orticaria diffusa, senso di mancamento o mancanza di respiro, è bene senza indugio allertare servizio di emergenza e farsi trasportare al Pronto Soccorso più vicino. Per le emergenze è disponibile, inoltre, una terapia specifica da portare con sé: l’adrenalina per auto-iniezione, un farmaco salvavita ad azione rapidissima e fornito gratuitamente ai pazienti che abbiano già presentato reazioni allergiche alla puntura di imenotteri.

MORSO DI VIPERA

E’ un animale piuttosto timido, che morde solo se molestato e il cui veleno, per tipo e quantità, solo raramente provoca dei quadri clinici gravi. Attenzione ai muri a secco e ai prati esposti al sole, sono tra gli habitat preferiti. Da ricordare, però, che le vipere avvertono le vibrazioni, per questo picchiare con un bastone a terra sarà sufficiente a metterle in fuga. In caso di morso si deve invece mantenere la calma, muovere il meno possibile l’arto colpito senza comprimerlo e recarsi al Pronto Soccorso più vicino. Tra le cose assolutamente da non fare, quella di agire alla John Wayne: non serve a niente incidere la pelle con un coltello e succhiare il veleno. E’ inutile e si rischia di ledere i nervi. Allo stesso modo non vanno applicati né lacci né ghiaccio.

LO SCORPIONE

In alcune località italiane può capitare di essere punti persino da scorpini. Fortunatamente le specie presenti in Italia, pur essendo velenose, sono abbastanza inoffensive. Infatti è scarsa o nulla l’aggressività nei confronti dell’uomo. Inoltre il veleno dello scorpione difficilmente provoca conseguenze preoccupanti. Il trattamento è generalmente sintomatico e prevede pochi e semplici step: immobilizzare la zona colpita e applicare ghiaccio, non direttamente a contatto con la pelle, per attenuare il dolore. Se le manifestazioni sono più gravi ma comunque limitate alla zona della puntura (dolore particolarmente intenso e gonfiore significativo), possono essere consigliati farmaci antidolorifici per bocca insieme a cortisonici e antistaminici ad azione locale. Per questi farmaci può rendersi necessaria una somministrazione per via sistemica, ma solo dopo la valutazione di un Centro Antiveleni.

AL MARE

Uno dei nemici più temibili quando si fa il bagno è la medusa che, con i suoi tentacoli urticanti, può causare reazioni cutanee locali in sede di contatto molto dolorose che provocano forte bruciore, tanto da essere considerate delle vere e proprie ustioni. In caso di contatto con la medusa, rimanere in acqua e asportare accuratamente le vescicole che contengono le sostanze urticanti utilizzando l’acqua di mare. Se il lavaggio, infatti, si effettua con acqua “dolce” non si fa altro che peggiorare la situazione favorendo la rottura delle vescicole e quindi l’effetto urticante con conseguente peggioramento di infiammazione e dolore. Una volta usciti, applicare ghiaccio- ricordandosi di non farlo direttamente sulla cute perché il risultato è una ustione da freddo- e pomate al cortisone.

TRACINE E NON SOLO

Questi pesci vivono sui fondali e può capitare di calpestarli, anche in acque poco profonde. Le tracine, tra cui il pesce ragno, gli scorfani e le razze possiedono aculei con il quale iniettano un veleno poco pericoloso, ma molto doloroso che, fortunatamente, è termolabile. Per questo è sufficiente tenere la zona interessata in ammollo in acqua calda il più a lungo possibile. In mancanza di acqua, va bene anche la sabbia irraggiata dal sole. Dopo di che bisogna applicare la pomata al cortisone. Il consiglio che si può dare a tutti, naturalmente, quello di tenere gli occhi aperti ed evitare comportamenti “pericolosi”. Un po’ di buon senso non guasta mail.

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