fascicolo sanitario digitale

Fascicolo sanitario elettronico, parte anche la Campania

Raffaele Nespoli
 

Dopo anni di ritardi anche la Regione Campania si sta dotando di un piano di spiegamento del fascicolo sanitario elettronico, sia a livello legislativo che organizzativo-strutturale, che dovrebbe portare alla sua realizzazione e a recuperare il tempo perduto. La notizia l’ha data Giuseppe De Pietro, direttore Icar-Cnr, nel corso dell’evento «Fascicolo sanitario elettronico: realizzazioni operative e scenari futuri», tenutosi a Sorrento. De Pietro ha spiegato che la Campania è rimasta indietro, ma negli ultimi mesi c’è stata a più livelli una maggiore consapevolezza sull’importanza di uno strumento che avrà enorme impatto sulla qualità della cura, sull’ottimizzazione delle prestazioni e sulla riduzione delle spese del comparto sanitario.

Il ruolo del Cnr

Il Consiglio nazionale delle ricerche, attraverso gli istituti «Icar» e «Iit», è da più anni impegnato in attività di ricerca e supporto alle istituzioni per la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico e, più in generale, per la sanità digitale. In particolare, negli ultimi due anni, il Cnr è al fianco dell’Agenzia per l’Italia digitale, del Ministero della Salute e del Ministero per lo Sviluppo economico quale supporto tecnico per le attività di interoperabilità delle soluzioni regionali di fascicolo. «Diciassette Regioni stanno già attivando il fascicolo mentre Campania, Calabria e Sicilia hanno riscontrato una fase di difficoltà che è stata superata – spiega invece Roberto Guarasci, responsabile Iit-Cnr – dall’intervento del ministero dell’Economia e delle Finanze in funzione suppletiva per realizzare il fascicolo per conto delle tre Regioni. Sarà necessario però il contributo di tutti gli attori sanitari, a cominciare dai medici di medicina generale, che dovranno alimentare il fascicolo, e degli stessi cittadini che dovranno imparare a utilizzarlo. Sarà una fase di start-up di eccezionale rilevanza».

Il livello istituzionale

Sul ruolo dell’Ente di Palazzo Santa Lucia si è invece soffermata la consigliera regionale Antonella Ciaramella: «Ci stiamo dotando di un’organizzazione di supporto all’agenzia AgId – annuncia – e stiamo preparando gli atti per l’individuazione degli uffici chiamati a operare come coordinamento sia a livello nazionale che locale con la Soresa, la società che si occupa delle spese sanitarie in Campania. Vogliamo produrre fatti, il tempo delle parole è terminato».

Nuove funzionalità

Ottimistica è anche la visione di Maria Pia Giovannini, responsabile area pubblica amministrazione AgId della presidenza del Consiglio dei Ministri, che sottolinea l’impegno della «Regione Campania per recuperare con grande energia i ritardi». «Si stanno sviluppando alcune funzionalità e sono stati attivati i processi per adempiere al completamento delle procedure. Nel 2018 non è escluso – conclude – che potremo avere una copertura completa del fascicolo sanitario elettronico a livello nazionale».

Risparmi economici

Per Massimo Casciello, direttore generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica del ministero della Salute, «la “messa a regime” del fascicolo sanitario elettronico può procurare notevoli risparmi in termini strettamente economici senza tenere conto di quelli che, indubbiamente, potrebbe comportare anche rispetto alla modernizzazione dei servizi che la Pubblica Amministrazione deve essere in grado di rendere al cittadino».

Un cambio di passo

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Felice Russillo, consigliere di eHealthNet: «Poter contare su un servizio sanitario efficiente significa ridurre i tempi di attesa e di prenotazione, migliorare la qualità delle cure ed evitare gli sprechi. «a Campania si sta dando da fare dopo una prima fase di incertezza – conclude –. Stiamo entrando in un nuovo modo di concepire e praticare il regime sanitario».

 

 

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