Adroterapia

Adroterapia, la nuova frontiera della lotta al cancro

Raffaele Nespoli
 

Si chiama adroterapia ed è una delle ultime frontiere nella lotta al cancro. Riconosciuta da pochissimo dal Sistema sanitario nazionale, l’adroterapia utilizza fasci di protoni e ioni carbonio per curare i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale che usa raggi X e fotoni. Protoni e ioni carbonio sono efficaci contro queste neoplasie perché, grazie alle loro caratteristiche fisiche, possono colpire in modo mirato le cellule tumorali e ridurre molto gli effetti collaterali sui tessuti sani.

Intesa d’eccellenza

In questo contesto è nata un’intesa tra il Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia (uno dei 6 centri al mondo e unico in Italia in grado di effettuare l’adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio) e il GSI, il centro di ricerca tedesco di Darmstadt che per primo ha portato in Europa l’adroterapia con ioni carbonio alla fine degli anni ’90. Gli scienziati del Cnao e dello GSI lavoreranno per rendere ancora più preciso il fascio di ioni carbonio per poterlo utilizzare in modo ancora più efficace contro i tumori situati in organi che si muovono a causa della respirazione, come quelli al polmone, al fegato e al pancreas.

Tecnologie d’avanguardia

Al Cnao il fascio di ioni carbonio è generato da un acceleratore di particelle che sfrutta la stessa tecnologia del Cern di Ginevra e che accelera le particelle fino a una velocità pari al 60% della velocità della luce. Questo fascio è estratto dall’acceleratore attraverso un complesso sistema di computer e algoritmi, gestito dagli ingegneri e dai fisici del Cnao, e indirizzato alle sale dove il paziente riceve il trattamento. L’intensità e la direzione del fascio sono definite in modo preciso a seconda dei diversi casi clinici e sono monitorate da rilevatori collocati nelle sale di trattamento. Il progetto si concluderà alla fine del 2018, l’obiettivo è quello di aumentare di molto la velocità di rilascio del fascio attraverso l’uso di nuovi algoritmi e rivelatori. Allo stesso tempo, questo permetterà una maggiore accuratezza nel trattamento dei tumori in movimento. Sulla base della tecnologia collaudata dal Cnao e della perizia del GSI nel campo delle strategie di mitigazione di movimento, un sistema aggiornato di rilascio della dose sarà installato nell’ambiente sperimentale dell’ex struttura di trattamento medico «Cave M» di GSI, fungendo da banco di prova per i primi test. La stretta collaborazione con CNAO faciliterà la rapida transizione dei nuovi sviluppi a un ambiente clinico per il diretto beneficio dei pazienti colpiti da tumore.

Seguire il tumore

Grazie a questo nuovo progetto verrà creato un sistema che potrà colpire il tumore anche mentre si muove, seguendo ad esempio le oscillazioni dovute alla respirazione del paziente, senza mai interrompere il flusso di particelle durante il trattamento. Una vera e propria rivoluzione nel trattamento di queste neoplasie, e una nuova possibilità per chi combatte contro queste malattie terribili.

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