Una delle immagini della campagna organizzata per la settimana dei dietisti

Dietisti in campo per «dare peso ai fatti»

Raffaele Nespoli
Categorie: Alimentazione
 

Sino al 23 ottobre a Napoli si discute di corretta alimentazione e, perché no, di buon senso. Torna l’appuntamento annuale con «La Settimana del Dietista» iniziativa promossa dall’Associazione nazionale dietisti (Andid) che coniuga innovazione e sostenibilità e propone iniziative in tutta Italia per favorire l’adozione di sani stili di vita e una sempre maggiore consapevolezza della propria salute nutrizionale. Tante le idee e le iniziative messe in campo (anche nell’ambito del concroso “Good Idea wanted”). Si va dalle iniziative contro lo spreco alimentare, alla valorizzazione delle spezie per non rinunciare al binomio gusto e salute, fino alla riscoperta dell’orto e all’attenzione all’alimentazione di bambini e anziani. Per scoprire il programma completo clicca qui.

Gli abusivi della tavola

Quest’anno Andid è scesa in campo anche su un tema molto delicato: l’abusivismo professionale e lo ha fatto con la campagna «Fai la scelta giusta. Dai peso ai fatti». Obiettivo dichiarato quello di contrastare la diffusa abitudine di alcune categorie professionali, che lavorano principalmente nel settore del benessere, che spesso forniscono suggerimenti e consigli dietetici ai loro clienti, pur non avendone competenza e mettendo a rischio la loro salute. E’ la presidente Andid Ersilia Troiano a spiegare che «alimentazione e nutrizione sono oggi vere e proprie giungle, nelle quali perdersi è sempre più facile. Le informazioni sono sovrabbondanti e quasi sempre contraddittorie. Le  fake news, la diffusione della diet industry, ovvero quel ricchissimo mercato che propone prodotti e programmi per la perdita di peso, i nuovi “influencer” affollano il mondo della rete e non solo. Il nuovo volto dell’abusivismo professionale è rappresentato dai “consigli utili”, che di fatto, celano un’indicazione sulle scelte di salute».

Fare chiarezza

La campagna di comunicazione nasce dunque dall’esigenza di tutelare la salute collettiva e di ridurre il rischio per la salute dei cittadini che spesso si affidano ai suggerimenti di sedicenti esperti in tema di salute nutrizionale. La campagna si concentra sulla diversità delle competenze e sul conseguente legame fiduciario che va stabilito con le diverse figure professionali. «Abbiamo il dovere conclude la Troiano – di ricordare che la salute non è una tendenza, una moda o una filosofia e che non passa attraverso dei suggerimenti o la personalizzazione delle esperienze, per cui se la vicina ha perso peso utilizzando uno o più prodotti viene identificata come la più credibile delle testimonial, trasformandosi spesso anche in promoter. In sintesi, è necessario affidarsi esclusivamente ai professionisti giusti, alle loro competenze per evitare di correre inutili rischi, dando peso ai fatti e non alle parole».

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