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Tecnologia, innovazione e risparmio nei prodotti biomedici del futuro

Francesca Forzan
 

Sono tantissime le novità dal settore biomedico italiano che lo Startup Biomed Forum, tenutosi a Torino lo scorso giugno, potrebbe portare nel campo della medicina.

Organizzata da PNICube e da I3P – in collaborazione con Assobiomedica, BioPmed, AIIC, Fondazione Democenter-Sipe, Anote Anigea e APCO – la manifestazione ha fatto incontrare nel capoluogo piemontese 321 startup del settore dei prodotti biomedici in cui hanno dominato gli spinoff accademici o nati da centri di ricerca (46%). Idee innovative, esempi di tecnologia al servizio della salute non solo dal punto di vista medico ma anche economico. Molti dei prodotti sviluppati da queste startup infatti, permetterebbero al Sistema sanitario nazionale di risparmiare cifre davvero importanti con un notevole beneficio per i malati ma anche per l’intero Paese.

Tra le tante novità presentate, ad esempio, un elettrocardiografo portatile che rende possibile l’elettrocardiogramma in posti diversi dagli ospedali o dagli studi medici, come ad esempio in farmacia, eliminando così il problema delle liste d’attesa. Ogni elettrocardiogramma costa alle casse pubbliche tra i 3 e gli 8 euro (quindi 5 euro di media) a seconda della regione e ogni anno si effettuano nel nostro Paese circa 6 milioni di tracciati; con questa tecnologia  potrebbero esserci potenziali risparmi per il  Sistema Sanitario Nazionale  di circa  30 milioni di euro .

Ma c’è anche un dispositivo che permette di effettuare in soli 60 secondi un test  dettagliato all’ureasi del succo gastrico e individuare l’Helicobacter Pylori, la cui infezione è un  importante fattore di rischio per lo sviluppo del tumore allo stomaco. Un’endoscopia così precisa e rapida, potrà far si che il costo degli esami a carico del sistema sanitario pubblico sarà notevolmente ridotto (le endoscopie eseguite da un piccolo centro costano al Sistema Sanitario Nazionale circa 90mila euro l’anno).

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