Trombosi: uccide più dei tumori, ma per molti è sconosciuta

Trombosi: uccide più dei tumori, ma per molti è sconosciuta

 

Due italiani su tre non hanno idea di che cosa sia la trombosi, eppure è responsabile di 400mila morti ogni anno soltanto in Italia. Lo rivelano i dati raccolti dall’Associazione per la Lotta alla Trombosi e le malattie cardiovascolari – Onlus (ALT).
La trombosi consiste nella formazione di coaguli di sangue, che poi vanno a occludere vene o arterie provocando infarti, ictus e trombosi venose, o nella liberazione di emboli che colpiscono gli arti inferiori (la cosiddetta arteriopatia periferica) o i polmoni (embolia polmonare). È un problema molto frequente, ma potrebbe essere prevenuto. Una delle situazioni a maggior rischio, ad esempio, è il ricovero ospedaliero, oltre metà dei casi, infatti, si verifica in degenti o pazienti dimessi da poco (provoca più decessi delle polmoniti o delle temute infezioni ospedaliere). Anche uno stile di vita poco sano favorisce la tendenza a formare trombi. «Una nostra indagine ha evidenziato che anche chi ha sentito parlare di malattie da trombosi non conosce la loro reale incidenza e ne sottovaluta la pericolosità», spiega Lidia Rota Vender, presidente ALT.
I risultati dell’indagine dicono che solo un italiano su tre conosce la parola “trombosi” e più della metà non sa che è un problema evitabile, soprattutto al centro-sud; anche chi ne ha sentito parlare, non sa quanto sia diffusa. «Ai partecipanti all’indagine è stato chiesto se nella donna colpisca di più il tumore alla mammella o la trombosi: la maggioranza non ha saputo rispondere, solo il 10 per cento ha dato la risposta corretta, indicando la maggior incidenza della trombosi – osserva Rota Vender –. Per le donne in menopausa questa malattia diventa infatti il nemico numero uno, tanto da provocare il 54 per cento dei decessi contro il 18 per cento che sono causati da tumori. A causa della disinformazione questo rischio è ampiamente sottovalutato ed è anche mediamente più tardiva la diagnosi, perché le manifestazioni cliniche “sfuggenti” delle malattie cardiovascolari nelle donne le rendono più difficili da riconoscere nel sesso femminile. La prevenzione è fondamentale, oltre che possibile, in entrambi i sessi, rinunciando alle cattive abitudini che mettono a repentaglio la salute di cuore e vasi come sedentarietà, fumo, alcol e cibi grassi».

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