osteoporosi

Osteoporosi: tutto quello che c’è da sapere

Categorie: Anziani - Prevenzione
 

L’osteoporosi è una patologia dell’apparato scheletrico, che causa una diminuzione della densità del tessuto osseo e un deterioramento della sua micro-architettura, con conseguente aumento della fragilità ossea. Le ossa, più fragili e porose (da cui il nome: osso poroso) sono più esposte al rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, polso, omero, caviglia), anche per traumi minimi.

Si tratta di una malattia che difficilmente viene diagnosticata precocemente: è conosciuta infatti come “malattia silenziosa”, perché il più delle volte viene scoperta dopo la prima frattura; spesso si verificano delle fratture in seguito a traumi banali, o addirittura senza che sia successo nulla e quelle che interessano le vertebre sono solitamente il primo campanello d’allarme.

Le cause dell’osteoporosi

Lo scheletro si sviluppa durante l’infanzia, fino a raggiungere le sue dimensioni e densità massime intorno ai 25 anni di età. Dopodiché c’è una fase di consolidamento e successivamente una di riassorbimento.

Le ossa sono vive e sono tutt’altro che un tessuto statico, per cui si rigenerano e si rinnovano continuamente nel corso della vita di un individuo: questo processo, detto rimodellamento osseo, diventa meno efficiente con il tempo, rendendo le ossa più fragili e maggiormente soggette a fratture.
Attraverso il rimodellamento la matrice ossea si disfa delle cellule vecchie, riassorbendole, e ne produce di nuove, che vanno a rinnovare il tessuto osseo, mantenendo l’apparato scheletrico sempre giovane.

Nelle persone che soffrono di osteoporosi, però, il processo di riassorbimento delle vecchie cellule supera quello di formazione delle nuove, per cui il tessuto osseo perde densità e le ossa diventano più porose e fragili.

Si calcola che almeno 1 donna su 3 e 1 uomo su 5 soffra, nel mondo, di osteoporosi. L’età media delle persone affette da osteoporosi è superiore ai 50 anni e le fratture più comuni sono quelle che interessano il femore, le vertebre e il polso e la spalla.

Le fratture rappresentano la complicanza più rilevante dell’osteoporosi e in alcuni casi possono arrivare a provocare un’invalidità permanente e aumentare anche il rischio di morte. I pazienti che hanno subito una frattura di femore, per esempio, hanno un tasso di mortalità nell’anno successivo del 15-30%.

Prevenzione e diagnosi dell’osteoporosi

L’osteoporosi è, ad oggi, una condizione patologica con la quale è possibile convivere, a patto che venga diagnosticata in tempo e curata adeguatamente.

La prevenzione resta senz’altro l’aspetto più importante nella lotta all’osteoporosi: i consigli chiave da seguire a tutte le età includono una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D, l’adozione di uno stile di vita sano e l’attività fisica.

Per la prevenzione dell’osteoporosi è anche opportuno considerare che ad ogni età corrispondono raccomandazioni specifiche. Nei bambini e negli adolescenti è importante seguire una dieta ricca di calcio, garantire un’adeguato apporto di vitamina D e praticare attività fisica.
Negli adulti e negli anziani invece, oltre ad assicurare calcio e vitamina D, è fondamentale che non si verifichino abusi di alcol, sigarette e caffeina.

Per quanto riguarda la diagnosi, in presenza di fattori di rischio (come la menopausa e l’età avanzata) è bene rivolgersi a un medico per valutare se sia opportuno sottoporsi a esami specifici per verificare la presenza della patologia.
Per diagnosticarla, è necessario sottoporsi ad un esame specifico, la densitometria ossea (MOC), che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea. La MOC è un esame semplice, di breve durata e indolore. Prevede l’impiego dei raggi X, ma in dosi bassissime per cui si tratta di un esame sicuro, che si può ripetere tranquillamente nel tempo. La misurazione si esegue di solito a livello della colonna vertebrale (a livello lombare), del femore o del polso. La scelta del segmento da studiare dipende da diversi fattori, tra cui il sesso e l’età del paziente.

In ogni caso, è buona norma consultare un medico specializzato per ricevere assistenza e avere tutte le informazioni utili per affrontare questa patologia.

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