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Influenza, già i primi casi tra febbre e mal di pancia

Categorie: News
 

Febbre, mal di pancia e dolori articolari. Sono questi alcuni dei sintomi più comuni tra chi in questi giorni ha sperimentato un “primo incontro” con l’ influenza di stagione o con forme para-influenzali. Ovviamente, causa pandemia, sono anche molti i cittadini che sono ricorsi al test rapido o al tampone perché convinti di aver sviluppato un’iniezione da Covid. Uno scenario preoccupante, anche e soprattutto in considerazione di ciò che ci aspetta per i prossimi mesi. 

A-H3N2 

In moti si chiedono se l’influenza di quest’anno sarà aggressiva, se il nuovo ceppo virale ci metterò alla prova e quanto potrà essere pericoloso nella sua coesistenza con il Covid. Molte riviste sono arrivate dopo che il virus dell’influenza di tipo A-H3N2 è stato isolato in un bambino di 9 mesi a Parma, si tratta del primo caso identificato e che segna l’avvio ufficiale della stagione influenzale 2020-21 nel nostro Paese. La buona notizia è che non si tratta di un nuovo virus, questo significa che una gran parte della popolazione adulta ha dunque già sviluppato gli anticorpi. A spiegarlo all’Ansa è stata Adriana Calderaro, direttrice della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia dell’ateneo di Parma, la cui equipe ha effettuato l’isolamento del primo caso. Per questo, sottolinea, «non ci attendiamo grandi numeri nella popolazione adulta». Questo, sottolinea, «lascia ben sperare sul fatto che si possano venire a determinare meno sovrapposizioni con la sintomatologia da Covid».

MODERNA

Intanto, una buona notizia arriva dall’azienda Usa Moderna: Il vaccino per il Covid, uno di quelli arrivati alla fase 3 della sperimentazione, produce una buona risposta immunitaria negli anziani e gli effetti collaterali sono ‘prevalentemente lievi o moderati. I dati della sperimentazione di fase 1, pubblicati sul New England Journal of Medicine, dicono che la risposta immunitaria è simile a quella che si raggiunge negli adulti. Lo studio riguarda 40 persone sopra i 56 anni, a cui sono state somministrate due dosi a circa un mese di distanza.

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