terza dose, una boccetta contenente dose di vaccino anti covid che è sicuro anche per chi soffre di allergie

Terza dose, si parte da fine settembre

Redazione online
Categorie: News
 

Ormai è praticamente certo, sarà necessaria una terza dose di vaccino anti Covid, e si partirà dai fragili. Il governo ha già annunciato la tabella di marcia sulle somministrazioni, che prenderà il via da fine settembre e darà priorità agli immunodepressi. Entro fine anno (quasi certamente a dicembre) si passerà agli anziani over 80 e all’inizio del prossimo anno (tra gennaio e febbraio) sarà la volta degli operatori sanitari. Una delle domande alle quali si sta cercando di dare risposta è proprio quella che riguarda gli immunodepressi. Sulla questione si sta attendendo il parere dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che ha per ora un orientamento favorevole, anche se il parere finale non è però ancora pronto ed è al momento ancora in discussione così come è ancora atteso il parere favorevole alla terza dose (che comunque appare ormai scontato).

IL PROBLEMA VARIANTI

Una delle domande che molti cittadini si pongono è “perché dovrei vaccinarmi ancora se ho già gli anticorpi?”. Domanda, e dubbio, che rischia di compromettere la prossima campagna di somministrazioni (a meno che non diventi obbligatoria). Ad ogni modo, la risposta a nostro parere arriva da uno studio internazionale pubblicato su Nature e coordinato dall’Università di Cambridge. La variante Delta è quasi sei volte meno sensibile agli anticorpi sviluppati da chi ha avuto il Covid-19 e otto volte meno vulnerabile a quelli sviluppati dopo la vaccinazione. È inoltre più infettiva e si moltiplica con più facilità. Un bel problema, insomma, anche perché con il passar del tempo le varianti sembra siano sempre più capaci di eludere le difese immunitarie e questo, secondo gli addetti ai lavori, spiega anche i molti casi di reinfezione. Esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che la variante B.1.617.2 (la Delta, appunto) è più efficiente a infettare le cellule rispetto ad altre versioni del virus grazie a una maggiore capacità della proteina Spike di agganciarsi alla cellula e aprire la strada all’ingresso del virus. Una volta dentro la cellula, poi, la variante sembra anche in grado di replicarsi meglio. Ecco perché è cruciale che si pongano delle strategie efficaci per potenziare le risposte vaccinali contro le varianti e continuare a prestare attenzione a tutte le misure di igiene che ormai abbiamo imparato a rispettare.

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