Una tazzina di caffè

Il caffè può influenzare il cervello

 

Sul caffè si è detto praticamente tutto: “fa bene”, “fa malissimo”, “serve a stimolare la concentrazione” e così via. Ora uno studio ne suggerisce anche un lato quasi “sovrannaturale”, pare infatti che la preziosa bevanda abbia il potere di stimolare la mente anche al solo pensiero. Andiamo con ordine. A parlare di un effetto “psicologico” del caffè, o meglio a documentarlo su base scientifica, è un nuovo studio svolto dall’Università di Toronto, pubblicato sulla rivista scientifica Consciousness and Cognition.

L’innesco

Ironia a parte, quello che gli studiosi hanno notato è un “effetto di innesco”, grazie al quale l’esposizione ad alcuni segnali può arrivare a influenzare pensieri e comportamenti. Attraverso quattro studi separati e utilizzando un mix di partecipanti provenienti da culture occidentali e orientali, hanno confrontato gli effetti dei pensieri relativi al caffè e al tè. Hanno scoperto che i partecipanti esposti a stimoli correlati al caffè percepivano il tempo come più breve e sono arrivati a pensare in termini più concreti e precisi. L’effetto, però, non è stato così forte tra i partecipanti che erano cresciuti nelle culture orientali, che secondo gli studiosi sono meno dominate dal consumo del caffè. Secondo gli studiosi i prossimi passi di questa ricerca riguarderanno le associazioni psicologiche che le persone hanno per altri prodotti, come per le bevande energetiche o il vino rosso. Se ci pensiamo bene, in effetti, non c’è da meravigliarsi troppo. Ma resta un quesito da chiarire: il caffè fa male o fa bene?

Quando e come

Gli elementi da tenere d’occhio quando si beve del caffè sono moltissimi, ma ce ne sono almeno due predominanti: la caffeina e il cortisolo (questo non è contenuto nella bevanda). La caffeina la conosciamo ormai molto bene, il cortisolo forse un po’meno. Si tratta del cosiddetto ormone dello stress, che viene prodotto in quantità eccessiva se si esagera con la caffeina. Il cortisolo – come tutto ciò che Madre Natura ha previsto per il funzionamento del nostro organismo – non è un elemento inutile. È infatti quell’ormone che attiva il meccanismo di difesa e allerta che ci permette di rispondere a una minaccia in tempi brevi. Veniamo a noi. Bere caffè – se non si è affetti da specifiche patologie – non fa male. Anzi. In quantità moderate il caffè è prezioso per la salute. Se i benefici a breve termine della caffeina sono ovvi, la ricerca scientifica ha ormai dimostrato che vanno ben oltre il tenerci svegli. Chi assume caffè regolarmente senza abusarne, per una vita intera, appare più protetto da malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson. Il segreto (di Pulcinella, si direbbe a Napoli) è quello di non esagerare. Poi chissà, un domani qualche nuova ricerca ci verrà a raccontare che il caffè “assolutamente no…”. Beh, sino ad allora, alla salute.

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