Aspettando “Go RED for Women”, giornata contro Patologie Cardiache Femminili

Aspettando “Go RED for Women”, giornata contro Patologie Cardiache Femminili

Sofia Gorgoni
Categorie: Prevenzione
 

Nel nostro Paese, ogni anno, 124.000 donne vengono colpite da un infarto o da un problema cardiovascolare. Circa 70.000 subiscono un ictus, mentre l’arresto cardiaco improvviso colpisce, complessivamente, fra 50.000 e 60.000 persone, con un tasso di mortalità di sette volte superiore a quello degli incidenti stradali. Guardando all’Europa, l’arresto cardiaco improvviso colpisce 350.000 persone l’anno, in gran parte donne. I numeri – impietosi – rivelano come il mondo femminile, contrariamente a quanto si pensi, sia più esposto di quello maschile al rischio di patologie cardiache.

In questo contesto si colloca “Go RED for Women”, la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione sulle malattie cardiache delle donne che, quest’anno, si celebra venerdì, 1° febbraio. Nella giornata, promossa dalla American Heart Association, le donne di tutto il mondo sono invitate ad indossare, simbolicamente, qualcosa di rosso, una sorta di “omaggio“ femminile al cuore, ma anche una esplicita sfida alle patologie cardiache che colpiscono questa parte della popolazione. La parola d’ordine è, come sempre, prevenzione, ma ugualmente importante è sapere che la scienza medica ha fatto passi da gigante e che oggi per fronteggiare un cuore malato sono disponibili soluzioni terapeutiche efficaci.

A ricordarlo è Boston Scientific, riconfermando il proprio impegno verso la medicina “di genere” e lo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative, destinate a trattare le patologie cardiache, ancora oggi il killer n. 1 nell’universo femminile.

L’ictus

Si registrano 200.000 casi ogni anno in Italia, con il 20% di recidive e 70.000 nuovi episodi riferiti a sole donne. L’ictus è un evento cerebro-vascolare che provoca anomalie della funzionalità neurologica che persistono per più di 24 ore. Può essere ischemico (un coagulo ostruisce la circolazione del sangue al cervello) o emorragico (causato dalla rottura di un vaso sanguigno). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il disturbo cardiovascolare più frequente dopo la cardiopatia. È quasi sempre generato da disfunzioni cardiache, quali la Fibrillazione Atriale (FA), la forma più comune di aritmia, ovverosia un problema legato alla frequenza del ritmo cardiaco. Durante un’aritmia, infatti, il battito può essere troppo veloce, troppo lento o irregolare. Di Fibrillazione Atriale (FA) sono affetti 6 milioni di europei, con la previsione che la sua incidenza possa raddoppiare nei prossimi 50 anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Le terapie per fronteggiarla sono, in genere, farmacologiche, oppure possono prevedere l’ablazione del nodo atrio-ventricolare. È comunque importantissimo monitorarla costantemente, perché resta il principale fattore di rischio dell’ictus, una delle condizioni più invalidanti e costose sia per le famiglie, sia per il Sistema Sanitario Nazionale. Si stima, infatti, che la spesa per ogni paziente colpito da ictus si aggiri oggi su €20.000/anno per i costi sanitari (ricoveri ospedalieri, terapie) e su € 30.000/anno per la famiglia e la collettività.

Commenta, in proposito, la dottoressa Lorella Gianfranchi, cardiologa, specialista in Aritmologia –  “La fibrillazione atriale è l’aritmia più comune e la sua prevalenza cresce con il crescere dell’età. La sua diagnosi è a volte difficile in quanto può presentarsi in forme asintomatiche. È una delle cause principali di ictus ischemico e il genere femminile è quello più esposto. Peraltro, le terapie anticoagulanti sono più difficili da gestire nelle donne, dato il più alto rischio emorragico che queste comportano. Le terapie più innovative come l’ablazione sono – a tutt’oggi – sottoutilizzate, pur essendo il genere femminile quello più a rischio di effetti collaterali legati ai farmaci antiaritmici”.

La scienza medica ha – per fortuna – fatto passi importanti anche su questo fronte: fra le soluzioni terapeutiche più innovative per prevenire e fronteggiare l’ictus va ricordato WATCHMAN™, il dispositivo per la chiusura percutanea dell’auricola sinistra (LAA), la piccola ansa del cuore nella quale si forma la maggior parte dei trombi che “migrano” verso il cervello, generando l’ictus. Watchman,™, dalla ricerca Boston Scientific, è un dispositivo piccolissimo e leggero, costituito da una struttura autoespandibile in nichel e titanio (nitinolo) con uncini per il fissaggio e da un tessuto in polietilentereftalato (PET). Una volta posizionato correttamente, in corrispondenza dell’apertura dell’auricola, il dispositivo viene aperto, impedendo in questo modo la fuoriuscita dei trombi. Per questo, per la particolare struttura e funzione di bloccaggio protettivo, è stato definito “l’ombrellino salvacuore”. L’impianto di Watchman™ – suffragato da innumerevoli studi internazionali – si è dimostrato di straordinaria efficacia per i pazienti affetti da Fibrillazione Atriale intolleranti o controindicati alle terapie anticoagulanti orali.

Di queste e altre patologie cardiache “al femminile”, di ricerca e innovazione, di soluzioni terapeutiche efficaci e sicure si parlerà venerdì 1° febbraio in tutto il mondo. Il messaggio, per le donne di ogni età, è “Go Red for Women” per ricordare che questa giornata è importante, per tutte e per tutti, e che il cuore è un alleato di vita prezioso e vulnerabile; per questo deve essere difeso, protetto, curato.

 

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