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Tosse da asma o Covid-19, la diagnosi è un grattacapo

Categorie: News - Prevenzione
 

Il Covid-19 è ancor più pericoloso per tutti quei pazienti che soffrono di allergie. Cecilia Calabrese, specialista in malattie dell’apparato respiratorio, allergologia e immunologia clinica, spiega che «gli asmatici sono particolarmente vulnerabili alle infezioni virali». E maggiormente a rischio sono coloro che soffrono di gravi allergie respiratorie. Si pensi che nel 20% circa dei pazienti colpito dal Covid-19, il virus può provocare polmoniti associate a un «di stress respiratorio» grave o addirittura letale. Va da sé che la polmonite causata dal virus Covid-19 può essere più aggressiva in un paziente affetto da gravi forme di allergie respiratorie. Di qui l’invito alla cautela.

Calabrese, professoressa aggregata all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che è anche dirigente medico al Monaldi, presidio dell’azienda ospedaliera dei Colli, mette dunque in luce i rischi connessi all’asma grave, con sintomi quali la dispnea, il senso di oppressione toracico e la tosse che persistono nonostante la terapia con le dosi più elevate di corticosteroidi e broncodilatatori somministrati per via inalatoria. In altre parole, è asma grave se le terapie più comuni non sortiscono gli effetti sperati, cosa che si verifica nel 5 o 10% della popolazione asmatica. «Di positivo c’è che i farmaci biologici, diretti cioè verso uno specifico target molecolare, sono estremamente efficaci», dice la specialista, sottolineando che «hanno notevolmente migliorato la qualità di vita dei pazienti». E nuovi farmaci biologici sono in arrivo imminente anche in Italia per colmare ulteriori necessità cliniche e dare un beneficio ai pazienti per l’asma ma anche per altre importanti comorbidità infiammatorie spesso presenti, come ad esempio la poliposi nasale o la dermatite atopica.

Se il Covid-19 può essere particolarmente pericoloso per chi soffre di asma grave, l’utilizzo delle mascherine è anche un modo di proteggere gli altri. «Per questi pazienti tosse e starnuti non sono infrequenti – spiega Calabrese – questo significa che, se contagiati, possono involontariamente essere diffusori. Per quanto riguarda le terapie domiciliari, è bene evitare di utilizzare l’aerosol, che potrebbe amplificare la diffusione di un eventuale contagio». Ma come si devono comportare i pazienti asmatici, colpiti dal Covid-19? Devono comunque fare le terapie o il cortisone può essere un rischio? «La raccomandazione principale fornita da tutte le società scientifiche, sia pneumologiche che allergologiche, è di assumere quotidianamente tutta la terapia prescritta per l’asma e per l’eventuale rinite concomitante. Sebbene l’uso dei corticosteroidi sistemici nella polmonite da Covid-19 sia controverso, le società scientifiche raccomandano ai pazienti asmatici di continuare la terapia con corticosteroidi inalatori, senza modifica. Per garantire la continuità delle cure, in questo periodo di pandemia, la Regione Campania ha prorogato i piani terapeutici per l’ossigenoterapia e per l’erogazione dei farmaci biologici per l’asma grave. Questi possono essere somministrati dal proprio medico curante o dai medici specialisti ambulatoriali e ospedalieri al fine di garantire la continuità terapeutica. Inoltre, varie aziende farmaceutiche hanno messo a disposizione dei pazienti con asma grave dei programmi di supporto che prevedono anche la somministrazione dei farmaci biologici a domicilio». Resta poi essenziale saper interpretare correttamente eventuali sintomi. «Tosse e starnuti potrebbero essere causati dal nuovo coronavirus, ma sono soprattutto la febbre, la perdita dell’olfatto, la diarrea a essere campanelli d’allarme tipici della malattia da Covid-19 piuttosto che dell’asma. In questo caso è indispensabile consultare il proprio medico curante per effettuare gli accertamenti necessari per la diagnosi dell’infezione». Va comunque ricordato, aggiunge Calabrese, che «anche in caso di sospetto o di malattia Covid-19, il paziente non deve mai sospendere la sua terapia per l’asma e per la rinite».

Il consiglio è insomma quello di rispettare le regole imposte dal distanziamento tra persone e portare avanti le terapie, perché prevenire un peggioramento dell’asma è importante anche per evitare corse in pronto soccorso o in ambulatorio, dove il rischio di contagio può essere maggiore. «In questo periodo sono preferibili i contatti telefonici con i propri medici curanti, può essere utile fare ricorso ai piani terapeutici scritti in cui sono riportati i farmaci da assumere quotidianamente e quelli da assumere in caso di attacchi di asma». Inoltre, è indispensabile avere a disposizione a casa tutti farmaci da assumere in caso dovessero verificarsi episodi di crisi o aggravamento», conclude l’esperta.

 

Fonte: Il Mattino – Speciale Salute & Prevenzione

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